Bricks & Balloons. Architecture in comic-strips form

Bricks & Balloons. Architecture in comic-strips form, di Mèlanie van der Hoorn, è il primissimo libro che ho letto, in inglese, forse per questo potrei essermene persa dei pezzi.

Bello, racconta delle rispettive influenze delle due discipline. Mi ha dato molti suggerimenti di fumetti da leggere, autori da seguire,  quindi direi ottimo per iniziare. Mi ha lasciato un po’ perplessa la parte che riguarda l’utilizzo da parte degli architetti del fumetto. Credo che da quel punto di vista non vada troppo oltre la rappresentazione del progetto. Però è pensato autore per autore, e li spiega bene: per una profana come me, la manna!

Ma andiamo più nel dettaglio.

Il libro è organizzato in due grandi aree tematiche: la critica e la progettazione (architettonica). Come il fumetto può essere strumento di critica e come può esserlo di progetto. Sono rimasta entusiasta della critica, meno del progetto.

Ammetto che nella parte sul progetto forse sono andata un po’ più veloce perche quando l’ho letto non era la parte centrale della mia “ricerca”, detto questo credo comunque di poter muovere delle critiche.

Questa parte di libro prende in considerazione esempi a parer mio abbastanza beceri. Mi spiego. Illustra più che altro architetti che utilizzano il fumetto per autopromuoversi nel peggiore dei casi, ma comunque come forma comunicativa o illustrativa dei progetti. Come forma comunicativa mi riferisco ad esempio a Yes, is more di Bjarke Ingels, che cerca un contatto più ravvicinato col lettore, allora usa il fumetto. Sforzo ammirevole, niente da dire, ma trovo che quella non sia commistione di architettura e fumetto, quanto fumetto come medium di conoscenze normalmente racchiuse in forma letteraria. (che frasona che mi è venuta…)

Cassarà e D’Urso individuano nel libro della van der Hoorn una domanda trasversale:

Fare architettura usando il linguaggio dei fumetti è davvero una cosa seria? Gli architetti che si esprimono a fumetti, perchè non usano linguaggio architettonico?

a un’altra volta la risposta!

questo è il link di amazon, che per altro cerca di vendertelo in un convenientissimo binomio Bricks & Balloon + Building Stories di Chris Ware. Sarà il caso di parlare anche di lui, e del suo esperimento!
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