Fumetti, Architettura e Spazio Mentale

La settimana scorsa ho letto un saggio di Benoit Peeters Fumetti, Architettura e Spazio Mentale. E’ molto corto, 5 o 6 pagine al massimo ed è un’introduzione a Goodbye Topolinia di Cassarà e D’Urso. E’ suddiviso in tre parti, tutte, a mio avviso, incentrate più che altro sul fumetto: Lo spirito dell’utopia, Le città dei fumetti e Verso un’architettura mentale. Quest’ultima parte è quella che mi ha dato maggiormente da pensare.

“Per descrivere buona parte dei fumetti contemporanei, l’idea di architettura mentale mi sembra la più indicata. E’ come se un’immagine prodotta dal cervello si stia sostituendo all’immagine di città come luogo fisico […] Ma in alcuni fumetti contemporanei, le vignette funzionano soprattutto come frammenti della nostra realtà mentale; sono al tempo stesso simultanee e successive, esteriori e interiori, concrete e schematiche. […]  Parecchi autori di oggi sono riusciti a darci la sensazione di essere immersi in uno spazio urbano plurale e composito, in cui tutto è molto vicino e al tempo stesso molto lontano. La tavola dei fumetti ci propone una visione quasi globale: i primi piani dei volti, i segni astratti, i piani d’insieme coesistono in una sintesi di spazio e tempo, di movimento e immobilità del tutto originale.”

Esempio di quest’ultimo modo di pensare il fumetto è Chris Ware con Jimmy Corrigan, Lint e Building Stories, ma anche Spiegelman in Shadows of No Towers.

Di questi ho letto per ora solo Building Stories, e questo effetto si sente molto, l’idea delle mille cose che possono succedere senza lasciare mai un edificio o una città (Chicago in questo caso). Non riesco molto a portare questo in campo “architettura”, per quanto mi affascinerebbe molto. Mi piace l’idea dei frammenti che costruiscono…non so, ci devo pensare. Forse, voledo spingersi nel vortice delle analogie e dei simbolismi (cosa che raramente porta qualcosa di buono), si può pensare all’architettura finita, composta, nella sua interezza come la tavola che ti da la visione globale e via di seguito.  Però vorrei qualcosa di concreto, meno chiacchere…ok, la si può vedere in questo modo, e quindi? Come posso imparare da questi fumettisti a comporre la mia architettura a partire da quest’idea?

 

 

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