Parallelismi – ARTISTICITA’

Bene, bando alle ciancie, è il caso di tirare giù qualcosa di serio.

In molte delle cose che ho letto, si cercano analogie tra architettura e fumetti. Le ho trovate un po’ distanti, del tipo: il fumetto si occupa di questo. Architettura, te ne occupi anche tu? Si. Bene, sbam, anlogia trovata, ci vorrebbe un timbro per formalizzare la cosa.

Ammetto di aver semplificato l’approccio, ma mi da comunque l’effetto di una lista con due colonne una fumetti e una architettura con le relative X e V quando le cose corrispondono o meno. Ma se ci sono così tante analogie, perchè le due colonne non si intersecano mai (se non formalmente)?

Detto questo, è stato molto interessante capire i punti in comune tra le due discipline e credo valga la pena di spenderci del tempo a capirle. Credo che siano la base fondamentale, condizione necessaria ma non sufficiente, per il lavoro che ho in mente.

ARTISTICITA’

Sia fumetto che architettura hanno o hanno avuto una storia di dibattito sulla loro relativa artisticità. C’è chi dice che nel XX secolo l’architettura stia venendo “deposta dall’altare delle arti” mentre il fumetto assurge alla categoria di arte. Ci starebbe una digressione sul significato di arte ma non credo ne di poterla portare avanti adeguatamente ne che sia questa la sede giusta, ma vi ripropongo una definizione per me molto evocativa:

“l’arte è una condizione dello spirito come la fame è una necessità del corpo”.

E l’architettura è arte? Lo è oggi? Trovo che anche in questo Cassarà e D’Urso siano arrivati ad una buona conclusione:

“Il risultato è che oggi, all’inizio del XXI secolo, vale tutto e il suo contrario. L’architettura è però presente, si manifesta e rappresenta il mondo che la produce, e produce il mondo che la rappresenta, così come è sempre stato. Essa per poter fare ciò, sebbene rivendichi una sua autonomia, non può essere isolata dal resto delle attività umane, incluse e per prime quelle artistiche.”

Per quanto riguarda il fumetto il primo in Italia a studiarlo è stato Eco nel 1964 con il suo Apocalittici e Integrati (To Read!) dove analizza i nuovi sistemi di comunicazione di massa e le conseguenti derive culturali. Da qui in avanti (persino in Italia) fiumi di parole sono stati spesi sulla “serietà” del medium fumetto fino ad oggi, quando ha finalmente raggiunto lo stato di arte (benche i giornali ancora la reputino una “novità” da strillare).

Le storie rappresentate coi disegni sono un modo per conoscere il mondo esattamente come è sempre stata l’architettura. L’arte in generale è un modo di conoscere la realtà nel suo essere più intimo.

L’arte comune di architettura e fumetto è qui ben descritta:

“La sua arte, quando è arte, è doppiamente tale: conosce il mondo scrutandolo; trasforma il mondo inventandolo.”

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