i 6 punti di Scott McLoud

Sono rimasta colpita, nel leggere Understanding Comics, dall’individuazione di 6 punti per la creazione di arte (per quanto controverso sia l’utilizzo del verbo creare, qui credo sia adatto).

Esamina sei passi “obbligatori” del fare arte. Molto interessante in generale, pensavo se poter applicare questi sei passi alla progettazione architettonica, dato che sarebbero applicabili a qualsiasi arte, magari potrebbero risultare adatti anche a noi (con adeguate modifiche o precisazioni forse…).

Non ne sono più molto convinta…comunque i nostri passi sono:

  1. IDEA/SCOPO. Gli intenti dell’opera, i contenuti.
  2. FORMA. Che forma assumerà?E’ un libro?Un vaso?Una sedia?Una canzone?
  3. IDIOMA. Lo stile, il genere, il vocabolario.
  4. STRUTTURA. Di fatto si tratta dell’assemblaggio, cosa mettere e cosa tralasciare, come organizzare o comporre…
  5. MESTIERE. Comporre, applicare le proprie capacità nel campo, non solo mentali e di pensiero, di ideazione (di fase 1 se vogliamo), ma di concretizzazione.
  6. SUPERFICIE. I ritocchi, curare la forma esteriore, la presentazione, la superficie dell’opera appunto.

Credo si senta molto l’essere fumettista di McLoud, specie nei punti 4-5-6 che potrebbero forse essere unificati in due soli punti per altre parti, mentre funzionano bene così nel fumetto.

Ho trovato molto affascinante il fatto che questi passi vengano percorsi tutti ma non necessariamente in questa sequenza, c’è chi parte per esempio dalla forma, alla sua arte non mancherebbero scopo e idee, solo la sua arte diventerebbe lo scopo e le idee arriverebbero dopo a darle consistenza. Tra questi ultimi McLoud individua Stravinkij, Picasso, Virginia Woolf, Orson Welles, Spiegelman, McCay

Al contrario chi parte dal passo 1, utilizza la sua arte come strumento, come veicolo per le sue idee. I contenuti allora saranno prioritari rispetto alla forma, che sarà “semplicemente” la più immediata. Tra questi troviamo Capra, Dickens, Murrow, Eisner, Hergè

Bisogna ricordare però che si può partire da un passo piuttosto che da un altro ma vanno percorsi tutti, nessuna opera d’arte può essere completamente priva di contenuto così come contenuto senza una forma rimane inespresso.

Interessante è poi il fatto che poi le opere d’arte vengono percepite all’inverso,se ne vede la superficie, se ne fa esperienza e in ultimo se ne percepisce il significato. “dalla superficie al cuore” dice McLoud.

Ecco, non so, inizialmente questo discorso mi è piaciuto molto, è un percorso segnato e schematico ma lascia molta libertà, mi piace molto in generale, ma poi parla in realtà di produrre opere d’arte e quindi a mio parere si adatta solo in parte all’architettura. Ci devo pensare.

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