Toneelschuur Theatre di Joost Swarte e Henk Doll

Quest’ultima settimana mi sono occupata di leggere la tesi di James Benedict Brown, The Comic Architect, perchè mi ci ero imbattuta e dall’introduzione, dalla sua “dichiarazione d’intenti” mi sembrava essere parecchio utile. Francamente non mi è stata particolarmente d’aiuto (forse avevo troppe aspettative), ma mi ha dato una panoramica sulla storia degli inizi del rapporto fumetto/architettura e mi ha messo davanti al Toneelschuur Theatre.

Il Toneelschuur Theatre, ad Haarlem, è uno storico teatro d’avanguardia a quindici minuti da Amsterdam. Nell’aprile del 1995, l’illustratore e fumettista Joost Swarte è stato invitato a progettare la nuova sede per il Teatro. Lavorava già da una decina di anni come grafico per il teatro, ma non aveva mai progettato un edificio prima, né aveva mai ricevuto alcuna formazione architettonica. Swarte ha accettato la proposta, ma prima si è preso una settimana per testare la il suo cervello.

“Ho usato questa settimana per vedere se avevo il cervello architettonico sufficiente per risolvere grandi problemi. Quindi quello che ho letto dalle direttive era la superficie delle diverse sale, il collegamento tra le camere. Si doveva avere un garage, due teatri, due sale cinematografiche, una hall, una caffetteria, uffici, ecc… non si poteva andare più in alto di 12 metri, c’erano tutte queste limitazioni. Così ho pensato che se fossi riuscito a trovare una soluzione in una settimana, poi avrei considerato il mio cervello abbastanza architettonico per continuare e dire di sì.”

 

Beh, il suo cervello ce l’ha fatta, e ha sviluppato un progetto per il teatro che, con l’aiuto dell’architetto Henk Döll, sarebbe diventato un segno memorabile, coerente e pratico per il nuovo teatro. L’edificio sia il primo esempio di un importante edificio pubblico principalmente progettato da un fumettista.

Il Toneelschuur invita poi Henk Döll di Mecanoo Architects ad aderire al progetto, e di lavorare con Joost Swarte per realizzare il progetto. Così comincia la collaborazione, con un disegno di quello che avrebbe dovuto essere il teatro, completamente a cura di Swarte, che viene sottoposto poi a Doll. E la cosa era fattibile. La disposizione principale era a posto, c’erano solo un paio di problemi da risolvere nel progetto del fumettista: lo spostamento, i percorsi per le “grandi folle” erano un po’ complessi,  mancava una parte dedicata alle “infrastrutture tecniche”, scale di servizio che collegassero tutti i teatri per esempio. Joost proponeva anche di lasciare alcune delle facciate preesistenti (siamo nel centro storico di Haarlem) ma di fatto non avevano alcun ruolo, semplicemente l’edificio si sviluppava dietro ad esse.

La collaborazione tra artista e architetto fu un tale successo che Swarte ha successivamente contribuito o partecipato alla progettazione di diversi altri edifici, tra cui la Johannes Enschedé Hof (1999 – 2007), un progetto abitativo su un appezzamento di terreno adiacente al Toneelschuur.

Questo è quanto ho potuto apprendere da Comics Architet. James Brown ha però intervistato personalmente sia Henk Doll che Joost Swarte, per la prossima ora mi occupero della suddetta intervista, sperando che ci sia qualcosa di più riguardo al primissimo processo di ideazione!

 

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