estemporaneo – wim wenders

“Ero un pittore e il mio unico interesse era lo spazio; soprattutto paesaggi e città. Sono diventato un cineasta perchè sentivo che – come pittore – mi trovavo a un punto morto.  Ai dipinti, al dipingere mancava qualcosa! Mancava tra un quadro e l’altro, come in ciascun quadro. Sarebbe troppo semplice dire che mancava la vita; personalmente pensavo che mancasse una nozione del tempo. Così quando ho iniziato a fare film, all’inizio, mi consideravo un pittore di spazio in cerca del tempo. Non mi è mai accaduto di chiamare questo “narrare”. Ho dovuto rendermi conto col tempo che lo è. Credo di essere stato molto ingenuo”

Wim Wenders, Stanotte vorrei parlare con l’angelo, Ubulibri, Milano, 1989, p.173

 

Domanda aperta: non avrebbe ugualmente colmato la sua insoddisfazione scegliendo di fare fumetti?

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