Ho chiesto informazioni sul TONEELSCHUUR…

Vorrei poter dire che sarà l’ultima volta in cui parlerò del Toneelschuur, ma credo che non sarà così. Mi piace moltissimo, è un esempio isolato di progettazione affidata ad un fumettista, e le informazioni che ho trovato non mi soddisfano.

Così il mese scorso ho scritto a James Brown che nel 2007 aveva intervistato sia Swarte che Doll e gli ho chiesto il “non scritto” della sua intervista, ossia le sue impressioni, il suo parere da studente di architettura (ormai professore), sul processo progettuale di Swarte e la reazione di Doll a questo approccio.

Bene, mi ha risposto!

Riguardo a Swarte la sua impressione è stata che si approcciasse al Toonelschuur come abitante di Haarlem e come fumettista, e che nella progettazione abbia messo tanto dello story-teller. Questo in quanto i disegni che ha prodotto non erano piante sezioni prospetti ecc, ma viste “3D” degli interni e degli esterni che mostravano delle persone all’interno del teatro, che lo vivevano, lo utilizzavano come sarebbe stato poi utilizzato nella realtà.

“Compare with architects, who might normally paste in Photoshop some 50%-opaque photographs of people, the same ‘pixel ghosts’ that they use in all their graphical renderings!”

Purtroppo ha dimenticato molto dell’esperienza con Doll..quindi lo contatterò personalmente e cercherò di carpire informazioni anche da lui!

 

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