parallelismi – comunicazione parte ii

Giunti alla conclusione  che sia architettura che fumetti riflettono criticamente la realtà, possiamo notare come, allo stesso tempo, sempre più il fumetto rifletta sull’architettura e sulla città, rendendole vere e proprie protagoniste. Parallelamente l’architettura cerca di comunicarsi sempre più frequentemente in modo chiaro e diretto, accessibile, avvalendosi dei codici comunicativi del fumetto.

Per gli esempi mi rifarò in particolar modo a quelli riportati in Goodbye Topolinia e in Bricks & Balloon

In Batman. Death By Design possiamo leggere

“La crème de la crème di Gotham è alta in cielo, stanotte, all’inaugurazione di quello che è stato definito il nightclub più elegante del mondo, il Ceiling. E che vista, lì dove i padroni della città danzano e cenano in aria. L’architetto Kem Roomhaus lo descrive come un progetto molto semplice portato al suo estremo, creando una nuova corrente di architettura denominata mini-massimalismo”

…una splendida (forse ironica?) ripresa dell’idea Koolhaassiana di Bigness. La percezione che ne deriva è di un’architettura estranea alle persone, alle reali esigenze, concentrata su se stessa. Una maggiore veridicità è data dai due eventi che guidano il fumetto (la demolizione della Wayne Central Station e il crollo di una gru dalla cime di un grattacielo) che si rifanno esplicitamente ad altrettanti eventi realmente accaduti (la demolizione della Pennsylvania Station nel 1963 e il crollo di una gru a Manhattan nel 2008). Il fumetto diviene quindi poratore di una critica forte e reale sui processi attuali di costruzione e demolizione nelle città.029-30061-62 015

Emblematico esempio di architettura che si fa personaggio in un fumetto, è Building Stories di Chris Ware. La protagonista vera e propria è la storia della vita di una donna senza una gamba, ed è mostrata attraverso le case che abita prima nel centro poi in un sobborgo di Chicago, sono direttamente gli edifici a raccontare le vicende dei loro abitanti prendendo parola e narrando gli accadimenti.

 

BUILDING STORIES BUILDING STORIES BUILDING STORIES BUILDING STORIES

 

In Asterios Polyp invece è l’Architettura la protagonista della storia, Asterios è un architetto, più che altro un insegnante e in un certo senso insegna anche attraverso il fumetto.  I suoi drammi sono i drammi di molti architetti ed alcuni sono veri e propri richiami a personaggi realmente vissuti (ad esempio l’incendio dell’appartamento di Asterios richiama l’incendio di Taliesin).Asterios Polyp 001 (117)Asterios Polyp 001 (121)Asterios Polyp 001 (040)Asterios Polyp 001 (037)Asterios Polyp 001 (015)

Katsuhiro Otomo in Domu svolge l’intera storia all’interno di un edificio, una gabbia in cemento armato che rispecchia i limiti mentali degli adulti in contrapposti alla mente dei bambini, capaci di giocare, socializzare, sognare anche in un contesto urbano complicato,  alienante ed opprimente. Non a caso l’edificio finirà per essere cancellato, distrutto.

domu sogni di bambini domu sogni di bambini domu sogni di bambini domu sogni di bambiniPer quanto solo di sfondo, in La Casa dell’Impiccato su Jan Dix, l’architettura viene raccontata al grande pubblico (ignaro) e fatta conoscere nel suo funzionamento. E il lettore effettivamente segue le vicende del mercante d’arte protagonista all’interno di quest’abitazione fatta di pilotis, finestre a nastro, tetto giardino, pur non sapendolo impara a conoscere passivamente quell’icona del Movimento Moderno che è Ville Savoye di Le Corbusier.

Jan Dix n. 10 la casa dell'impiccato Jan Dix n. 10 la casa dell'impiccato Jan Dix n. 10 la casa dell'impiccatoEsempio della possibilità che dà il fumetto di “criticare”con leggerezza è Klaus che nel suo blog affronta con l’ironia dei suoi disegni i temi (seri) dell’architettura contemporanea e le sue risposte. Oltre alla critica si occupa della ricerca delle analogie tra le architetture delle archistar e quelle dei fumettisti, come la Casa da Musica a Oporto di Oma (1999-2005) e la struttura di Metabunker di Jodorowsky e Moebius (anni ’80).

Casa da Musica OMA

Casa da Musica OMA

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Metabunker

Come reagire a questa palpabile somiglianza?

Con assoluta calma.

In parte vi è un fenomeno di “profezia che si autovvera“, vengono disegnate delle forme appartenenti al futuro in quanto non realizzabili nell’immediato cha vanno a divenire parte dell’immaginario comune così da venire in qualche modo realizzate nel “futuro”. E’ anche vero che:

Il confine tra la progettazione di oggetti immaginari, funzionali al racconto, e la progettazione di oggetti reali, pensati per la costruzione, è davvero sottile. La progettazione, qualunque sia il suo scopo, creare mondi immaginari o creare mondi reali, si muove sempre con le stesse regole ed è sempre anticipatrice di cose che ancora non si hanno” da Goodbye Topolinia

e siccome c’è tanta carne al fuoco, rimando a domani la parte riguardante gli architetti che si avvalgono dei fumetti!

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