Mas Context:Narrative _Introduzione

Nel mese di ottobre dello scorso anno, abbiamo organizzato il nostro secondo MAS Context: evento analogo a quello di Chicago. Un evento di una giornata che ha unito dodici presentazioni, una libreria in loco di Temporary Services e una mostra, caratterizzata dai lavori dell’architetto-grafico romanziere Jimenez Lai e dell’architetto-disegnatore Klaus. Entrambi avevano fatto parte del MAS Context prima, come collaboratori al nostro problema “LIVING” ,nel caso del primo sulla “proprietà” e sulle questioni “comunicazione” nel caso di quest’ultimo. Questa era la prima volta, tuttavia, che il loro lavoro viene esposto nella stessa stanza, mostrando i diversi modi in cui essi usano narrativa e disegno sia come modo di concettualizzare la forma architettonica e lo spazio, o come strumento per riflettere/ criticare / fare satira sulla professione e la disciplina. Jimenez Lai, che l’anno scorso ha pubblicato una raccolta dei suoi racconti a fumetti nella graphic novel Citizens of No Place (Princeton Architectural Press, 2012), forse incarna l’uso del fumetto come strumento di ricerca architettonica. Così, Lai gioca nelle sue storie con la spazialità ambigua prodotto nella fusione di un piatto, disegno lineare, e lo spazio “multicadre” (spazio multiplo) della pagina del fumetto, al fine di esplorare le nozioni di interiorità ed esteriorità. E, ancora più interessante, egli integra la sua produzione di storie -disegnate con uno stile a metà tra la dinamica stilizzazione dei manga giapponesi e la schematica astrazione di Chris Ware- senza soluzione di continuità all’interno del suo studio di architettura, dove possiamo trovare diverse concretizzazioni del suo mondo immaginario. Klaus, invece, si trova più vicino alla tradizione degli antichi cartoni animati editoriali, gioendo dell’utilizzo anacronistico di un vecchio stile della scuola franco-belga (in particolare, lo stile École de Marcinelle, personificato da André Franquin), che corrisponde in qualche modo con la natura elusiva delle sue vignette. Spesso sotto forma di barzellette, giocano sulla satira sia sulle ultime notizie di architettura, sia sugli aspetti più remoti della storia della disciplina. Così, il lavoro di Klaus appartiene al nuovo aumento della satira architettonica, che dimostra la forza dello humor come strumento per i ragionamenti più complessi sulla realtà, e, quindi, sull’architettura. Sia Klaus e Jimenez Lai ritraggono, alla fine, i prodotti fecondi della narrazione architettonica, fiction e caricatura, elementi situati nella periferia di una disciplina che si sta reinventando. Durante l’organizzazione della mostra “Architectural Narratives”, balzò alla mente la possibilità di proseguire l’esplorazione del rapporto tra narrativa e architettura come un problema pieno di spunti, e la nostra collaborazione annuale con un guest editor per il nostro numero invernale si presenta come un’occasione perfetta.

Così, incoraggiato dalle nostre precedenti collaborazioni di successo e la sua presenza onnipresente come fumettista architettonico, ci siamo avvicinati Klaus, che ha accettato il ruolo di guest editor, insieme all’architetto e studioso Koldo Lus Arana, che ha aggiunto la sua conoscenza del mezzo e la sua vasta ricerca accademica sull’argomento.

Il risultato di questa collaborazione è NARRATIVE, un’edizione sviluppata nel corso degli ultimi dodici mesi attraverso un processo lungo e laborioso. Diviso in tre parti, la Narrazione -il cui titolo si riferisce sia al tema di copertina sia al modo in cui la questione stessa è stata affrontata- esplora le sovrapposizioni, i parallelismi e le interazioni tra narrativa grafica e architettura, a guardarli da entrambi i lati dello spettro. Attraverso una serie di articoli e interviste, la questione offre uno sguardo ai diversi modi in cui l’architettura ha utilizzato e utilizza oggi narrativa grafica e i fumetti, al lavoro degli artisti dei libri che hanno o uno sfondo architettonico, o fanno incursioni nella costruzione architettonica dello spazio (o entrambi), e, infine, offre uno sguardo all’uso architettonico di altre forme di narrazione visiva, quali l’animazione. Non vi è, ovviamente, alcuna intenzione di coprire l’intera estensione del tema ma piuttosto di dare un assaggio di qualcosa che noi crediamo, sia un fenomeno affascinante, che è destinato a mantenere su di se l’attenzione della disciplina, indipendentemente dalla sua natura demodé.

Detto questo, vorremmo esprimere la nostra gratitudine a Koldo Lus Arana e Klaus, e al resto dei collaboratori, per aver reso possibile il proseguimento del percorso aperto dalla mostra dello scorso anno su questo problema, che potrà continuare la sua evoluzione nel futuro.

Oltre alla nostra collaborazione con Koldo e Klaus, questo è anche un numero speciale per tutti noi di MAS Context in quanto segna la fine dei nostri primi cinque anni: venti numeri trimestrali, un numero speciale University, oltre duecento articoli, più di duecentocinquanta collaboratori, e l’organizzazione e la partecipazione a diversi eventi a Chicago e oltre. Non una cosa da poco per una piccola pubblicazione indipendente come questa.

Grazie a Michelle Benoit, Andrew Clark, André Corrêa, Andrew Dribin, Renata Graw, Julie Michiels, e Paul Mougey per essere parte della squadra a diversi stadi di questi cinque anni. Per Ethel Baraona Pohl, Alberto Campo Baeza, Pedro Gadanho, Jason Pickleman, Zoë Ryan, e Rick Valicenti per i vostri consigli penetranti. Per la H. Driehaus Fondazione Richard e la Fondazione Graham per gli Studi Avanzati in Belle Arti per il continuo e prezioso sostegno. Per tutti i collaboratori che hanno condiviso le loro idee, il lavoro, e storie da vicino e lontano. E a tutti voi per essere una parte fondamentale di questa piattaforma di scambio di idee. I vostri commenti, dibattiti, suggerimenti e critiche hanno contribuito MAS Context crescere. Fate fruttare il lavoraro su MAS Context.

Ringraziamenti

La narrazione ha avuto l’inestimabile aiuto di: Andrea Alberghini, Ethel Baraona Pohl, Michelle Benoit, Andrew Clark, Sir Peter Cook, André Corrêa, Manuele Fior, Renata Graw, Shannon Herber, Sam Jacob, Tom Kaczynski, Jimenez Lai, Leopold Lambert, Marc- Antoine Mathieu, Julie Michiels, Paul Mougey, Clara Olóriz, Steven Purvis, César Reyes, François Schuiten, Joost Swarte, Mélanie van der Hoorn, Alexa Viscius, Chris Ware, e Luus Willems.

Grazie a Daniel Bosshart, Design Con Company, Alexandre Doucin, Fabbrica Quindici, Fantastic Norway, Jones, Partner:  Architecture, Peanutz Architekten, Périphériques Architects, e Quiet Time per averci  fornito le immagini per gli articoli di Mélanie van der Hoorn.

Un ringraziamento speciale va a Koldo Lus Arana e Klaus senza i quali sarebbe stato impossibile esplorare questo tema. Grazie alla loro conoscenza e dedizione, siamo riusciti a mettere insieme questa pubblicazione.

Iker Gil è un architetto, urbanista e il direttore del MAS Studio. Inoltre, egli è il direttore di MAS Context. E’ il destinatario del 2010 di Emerging Visions Award dal Chicago Architectural Club.

In lingua originale lo si può trovare qui

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