Topologia della Vignetta

Capire la relazione che hanno questi due mezzi di comunicazione col tempo, mi sta dando del filo da torcere, e come sempre mi succede quando non riesco a cogliere qualcosa, sono fermamente convinta che lì stia il bandolo della matassa. Così ho deciso di affrontarlo poco per volta. Una delle cose che posso dire di aver capito è che molto del rapporto del fumetto e tempo è gestito dalle vignette, dalla loro topologia appunto.

” il tempo diviene tempo umano nella misura in cui è articolato in modo narrativo”
Paul Ricoeur, Tempo e racconto, Volume 1, Editoriale Jaca Book, 1986
 

Così Ricoeur sostiene che il tempo si fa umano, concreto, tangibile, nel momento in cui diviene narrazione, racconto.

Un albo a fumetti però è allo stesso tempo narrazione e progettazione: progettazione della forma della narrazione, vi è un unione di tempo (narrazione) e di spazio (progettazione). Questo spazio, è lo spazio della vignetta. Ne Il Sistema Fumetto, Groensteen parla di artrologia e di spaziotopia, dall’introduzione al libro si può leggere:

Qualsiasi immagine disegnata si incarna, esiste, si dispiega in uno spazio. […] Mettere in relazione le vignette di un fumetto vuole quindi necessariamente dire mettere in relazione degli spazi, operare una divisione dello spazio. Sono dunque i principi fondamentali di questa distribuzione spaziale che verranno, come prima cosa, esaminati all’insegna della spaziotopia, termine forgiato per riunire il concetto di spazio e il concetto di luogo, continuando tuttavia a mantenerli distinti. Gli spazi specifici del fumetto, ovvero nuvoletta, vignetta e quadro, strip (striscia orizzontale che costituisce il primo livello di raggruppamento delle vignette) e tavola, verranno successivamente presi in considerazione e le loro interazioni analizzate.

Quali regole governano questo segno così apparentemente potente come la vignetta?

Prima “regola”, forse banale ma estremamente fondamentale è data (nel fumetto occidentale) dal senso di lettura: da sinistra a destra e dall’alto verso il basso.

senso di lettura occidentale

A leggere in questo senso tenderà il nostro cervello, anche se la pagina non è regolare, con vignette ben delimitate e segnate/segnalate dalle cornici.  Thierry Groensteen scrive:

“Nei fumetti accade spesso che delle vignette risultino ‘automaticamente’ rafforzate per il semplice fatto di occupare una delle posizioni della pagina che godono di un privilegio naturale, ovvero l’angolo superiore sinistro, il centro geometrico e l’angolo inferiore destro […] Molti disegnatori hanno assimilato questo dato di fatto e in modo più o meno sistematico fanno coincidere i momenti chiave del racconto con la posizione iniziale, centrale e finale.”
 
will eisners city people

Will Eisner, City People

will-eisners-city-people 2

Will Eisner, City People

otomo domu sogni di bambini

Katsuhiro Otomo, Domu. Sogni di Bambini

david mazzucchelli asterios polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

Per quanto riguarda la forma, siamo portati a pensare la vignetta come rettangolare e quadrata, per assimilazione con i quadri, i dipinti. Inoltre i primi fumetti, che apparivano sui giornali, avevano trovato in questa forma una felice soluzione per l’impaginazione: una serie giustapposta di riquadri a formare una striscia.

Con lo svilupparsi del mezzo, la grande varietà di forme disponibili per le vignette ha fatto sì che divenisse una scelta forte, un segno stilistico ed espressivo marcato.

Joost Swarte

Joost Swarte, Casi Completo

Joost Swarte

Joost Swarte, Casi Completo

Jan Dix, La casa dell'impiccato

Jan Dix, La casa dell’impiccato

Jan Dix, La casa dell'impiccato

Jan Dix, La casa dell’impiccato

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

Art Spiegelman, In The Shadow Of No Towers

Art Spiegelman, In The Shadow Of No Towers

Grazie alla vignetta siamo in grado sia di percepire il tempo che, in un certo qual modo, di controllarlo. Questo è dato da diversi fattori, come l’effetto della closure, un “meccanismo mediante il quale la mente ‘completa’ la parte di informazione mancante in un’immagine, o ricadente nello spazio tra due immagini di una sequenza. In questa maniera il cervello restituisce una dimensione temporale alle immagini, ovvero simula la durata di un’azione, riconducendola a modelli noti”, e quindi acquista significato la dimensione/forma della separazione tra le vignette.

La dimensione stessa della vignetta acquista un significato temporale.

Scott McLoud-Capire il Fumetto-Capitolo03-005

Scott McLoud, Capire il Fumetto

Scott McLoud, Capire il Fumetto

Scott McLoud, Capire il Fumetto

La vignetta allungata, oltre a rappresentare un maggior tempo trascorso, rispetto all’addizione di singole brevi vignette acquinsta anche un significato comunicativo maggiore. Si attribuisce al momento rappresentato sia un maggior tempo fisico, sia un rallentamento dello scorrere del tempo che quindi comporta l’attribuzione di un’importanza maggiore a quell’attimo.

Untitled-1

Nonostante l’autore ci dia indicazioni sulle tempistiche della narrazione attraverso gli accorimenti appena visti, è necessario ricordare (ne abbiamo parlato qui) che il fumetto è un mezzo di comunicazione unidirezionale (il ricevente non comunica con la fonte) ma è anche una forma d’arte, per cui è un oggetto stimolante per il ricevitore che viene coinvolto e, nel caso del fumetto, può applicare una sua modalità di lettura, delle sue tempistiche. Il lettore di fumetti può scorrere le immagini più volte, tornare indietro, rileggere, soffermarsi su in’immagine, quindi è in parte autore del tempo della narrazione.

“Il fumetto, più del cinema, beneficia della collaborazione dei lettori: si racconta loro una storia che raccontano a se stessi; secondo il proprio ritmo e la propria immaginazione, andando avanti e indietro”
Federico Fellini, Federico Fellini sage comme la lune, intervista a Le Soir, Bruxelles, 1/08/90
 
Scott McLoud, Capire il Fumetto

Scott McLoud, Capire il Fumetto

L’organizzazione della pagina, il posizionamento delle vignette in essa, è una scelta fondamentale, che caratterizza profondamente il lavoro di un autore e la sua storia.

Le vignette in una pagina possono essere un solo riquadro piccolissimo, magari in un angolo o al centro, oppure può diventare così grande da divenire una splash page, che prende la pagina intera (spesso segnala un momento forte, oppure una dichiarazione d’intenti se posta all’inizio…). Tra questi due estremi sono comprese innumerevoli variabili.

Nella tavola classica le vignette sono giustapposte e su file sovrapposte, di dimensione non necessariamente regolare, l’ordine di lettura è chiaro e inequivocabile.

griglia classica regolare

Griglia classica regolare

griglia classica irregolare

Griglia classica irregolare

Otomo, Akira

Otomo, Akira

Miller, Sin City

Miller, Sin City

Peeters Shuiten, Le città Oscure, Brusel

Peeters – Shuiten, Le città Oscure, Brusel

Bill Watterson, Calvin & Hobbes, Yukon arriviamo

Bill Watterson, Calvin & Hobbes, Yukon arriviamo

Bill Watterson, Calvin & Hobbes, Yukon arriviamo

Bill Watterson, Calvin & Hobbes, Yukon arriviamo

Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland

Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland

Chipp Kidd

Chipp Kidd – Dave Taylor, Batman, death by design

Chipp Kidd - Dave Taylor, Batman, death by design

Chipp Kidd – Dave Taylor, Batman, death by design

Jan Dix, La casa dell'impiccato

Jan Dix, La casa dell’impiccato

Alexandre Doucin, Maison de Vair

Alexandre Doucin, Maison de Vair

 …alcuni esempi di Splash Page

Otomo, Domu Sogni di Bambini

Otomo, Domu Sogni di Bambini

Chris Ware, Jimmy Corrigan the Smartest Kid on Earth

Chris Ware, Jimmy Corrigan the Smartest Kid on Earth

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

Otomo, Akira

Otomo, Akira

Miller, Sin City

Miller, Sin City

Marc-Antoine Mathieu, Julius Corentin Acquefacques, Prisoner of dreams, Origin

Marc-Antoine Mathieu, Julius Corentin Acquefacques, Prisoner of dreams, Origin

Peters - Shuiten, Le città Oscure, La Chica Inclinada

Peters – Shuiten, Le città Oscure, La Chica Inclinada

Peters - Shuiten, Le città Oscure, La Chica Inclinada

Peters – Shuiten, Le città Oscure, La Chica Inclinada

Will Eisner, Contratto con Dio

Will Eisner, Contratto con Dio

Spesso però la griglia delle vignette non è regolare, oppure l’ordine di lettura non è chiaro oppure entrambe le cose.

Ci sono casi in cui il senso di lettura è così particolare che è necessario farsi pilotare dall’autore…

Marc-Antoine Mathieu, Julius Corentin Acquefacques, Prisoner of dreams, Le Processus Vignette ben delimitate, regolari, spaziate, ma con una griglia a spirale che porta ad un senso di lettura ben preciso e rigido
Marc-Antoine Mathieu, Julius Corentin Acquefacques, Prisoner of dreams, Le Processus
Vignette ben delimitate, regolari, spaziate, ma con una griglia a spirale che porta ad un senso di lettura ben preciso e rigido

Oppure si ha una visione di un iperquadro (definizione di Peeters in Case, planche, recit. Lire la bande dessinee), quando cioè non si ha un tavola ordinata in una sequenza rigida ma se ne ha una visione totale che da un senso dell’insieme, ma è anche possibile leggerlo spostandosi da una singola vignetta ad un’altra senza un ordine preciso.

Chris Ware fa largo uso di vignette regolari ma con una disposizione nella pagina libera e non univoca.

Questa lettura può essere indotta anche con una disposizione geometrica irregolare. In molti di questi ultimi casi in realtà vi è un’immagine di fondo e alcune vignette che si disgregano su di essa così che si abbia comunque la percezione di ciò che avviene e l’influenza che i personaggi hanno sulla storia prima che si vada ad analizzare le immagini singolarmente.

composizione irregolare senza un chiaro ordine di lettura

composizione irregolare senza un chiaro ordine di lettura

chip kidd , dave taylor, Batman death by design

chip kidd , dave taylor, Batman death by design

Chris Ware, Building Stories

Chris Ware, Building Stories

Chris Ware, Building Stories

Chris Ware, Building Stories

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

Chris Ware, Jimmi Corrigan the Smartest Kid on Earth

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

David Mazzucchelli, Asterios Polyp

si può quindi affermare che

“esiste una vera e propria architettura della pagina e dell’albo in generale; possiamo chiamarla architettura proprio perchè […] si tratta di vera e propria organizzazione dello spazio. Il fumetto è dunque arte di organizzare lo spazio disegnato, e al tempo stesso di gestire il tempo del racconto. Le due dimensioni sono sempre compresenti, pena il fallimento dei codici costitutivi del medium”
Goodbye Topolinia
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