Marc-Antonie Mathieu

parallelismi – XV Napoli comicon

Scorrendo il blog di Andrea Alberghini mi sono imbattuta in testo che accompagnava l’esposizione al XV Napoli Comicon (aprile 2013). Essendo il tema dell’evento, il testo tocca molti dei punti che ho analizzato fin ora, aggiungendo alcuni nomi e spunti che sarà il caso di approfondire!

Se definiamo l’architettura come quel dispositivo che permette ai singoli e alla collettività di rappresentarsi in un contesto sociale, il rapporto che questa arte intesse con i linguaggi d’immagine ci appare in tutta la sua evidente e vertiginosa ricchezza.
In particolare il fumetto condivide con l’architettura lo strumento generativo primario: il disegno.
Se è pur vero che il fine ultimo dell’architettura è quello di costruire e trasformare il mondo in un luogo sperabilmente migliore, il disegno di architettura assolve a una funzione altra ma propedeutica, quella di prefigurare il risultato di tale trasformazione traducendone in immagine le aspirazioni ideali, oltre a essere un potente strumento di critica e riflessione teorica.

 

Le Corbusier - Ville contemporaine de trois millions d'habitants (1922)

Le Corbusier, Ville contemporaine de trois millions d’habitants (1922)

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Mas Context:Narrative _Labyrinths and Metaphysical Constructions

An Interview with Marc-Antonie Mathieu

 

Le Processus, Delcourt, Hors collection, 1993 (Detail) Marc-Antoine Mathieu

Le Processus, Delcourt, Hors collection, 1993 (Detail) Marc-Antoine Mathieu

Intervista di Léopold Lambert al graphic novelist Marc-Antoine Mathieu

Marc-Antoine Mathieu è un graphic novelist francese che, libro dopo libro, esplora nuovi modi per integrare la forma stessa della graphic novel, come parte integrante dei labirinti delle sue narrazioni. La sua serie Julius Corentin Acquefacques, Prisonnier des rêves (Julius Corentin Acquefacques, prigioniero dei sogni), che raccoglie sei libri dal 1990-2013, in particolare, decostruisce uno per uno tutti i componenti formali della graphic novel (copertina, struttura, prospettiva, bidimensionalità, direzione della pagina e piattezza) facendo considerazioni metafisiche su ciò che la realtà è veramente. Come detto nella seguente conversazione, egli cerca “la perdita di controllo, la vertigine borgesiana”, in cui egli stesso come l’autore vorrebbe perdersi e lasciare che il mondo ha acquisisca una certa autonomia.

Lui ritiene che, come architetti, abbiamo la possibilità o di imporre un controllo trascendentale assoluto sul nostro disegno o di accettare le sue caratteristiche immanenti integrando un protocollo di disappropriazione all’interno del processo creativo del progetto stesso. Il modo di fare graphic novel di Marc-Antoine Mathieu ci può aiutare a farlo guardando a come i suoi disegni (lui si considera più architetto che narratore) prendono in considerazione le componenti elementari delle due discipline ed esplicitamente rifiutano il loro scopo primo sovvertendo alla loro essenza. Ciò che Marc-Antoine Mathieu fa con le sue immagini, le sue pagine, le sue linee, possiamo fare con i nostri muri, i nostri pavimenti e i nostri soffitti.

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